Hanno detto di Cava

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Foto di Cava de' Tirreni

Friederike Brun

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friederike_brunDal diario "Nella valle de la Cava" della scrittrice danese Friederike Brun (3 giugno 1765 - 25 marzo 1835) che visitò la città a fine '700:

Appena si va oltre la città piccoli sentieri salgono ovunque in fresche zone ombrose; poichè tutte le siepi sono vive, è verde dappertutto, e piccoli boschi di noci e querce sono sparpagliati qua e là...Qui tutte le piante latifoglie d'Europa verdeggiano pacificamente l'una affianco all'altra! Vicino a me si arrampicano e foiriscono cespugli di rose bianche, nocciole,coluthea, biancospino, lilla e caprifoglio; aceri, olmi, querce, olmi comuni, salici, faggi, betulle, castagni, pioppi tremoli, frassini, pioppie aranci rari, pini domestici, allori, cipressi presentano la più graziosa confusione di tutte le regioni della terra. Di grande bellezza sono i noci e le sottili bianche querce con le piccole foglie finemente dentellate. Il fogliame splende ancora di bellezza primaverile e gioca in ogni sfumatura,mosso da lievi brezze.Tutta la campagna,che spicca digradando verso l'alto, è un giardino paradisiaco. 

Raffaele Baldi

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Notevole la poesia di Raffaele Baldi, poeta dello scorso secolo, nella descrizione che fa di una casa tipica cavese in "Nostalgia"

Paolina Craven

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La scrittrice dell’800 Paolina Craven, moglie di funzionario all’ambasciata britannica a Napoli, innamorata della cittadina metelliana dimentichi presto....diceva : “Godro’ di tutto il fascino che questo paese incantevole ha per me, come se fosse volonta’ Sua, né lascero’ che i miei pensieri vadano verso altri sogni”.

Giuseppe Prezzolini

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Ecco la descrizione che lo scrittore Giuseppe Prezzolini, nel 1965, fece di Cava de' Tirreni:

 "E' una piccola città ottocentesca molto distinta e carina quasi come una vecchia zia decaduta che abbia conservato certe antiche maniere. Dirò che Cava mi piace moltissimo e qualche volta vado a passeggio sotto i portici un pò sbilenchi che le danno un'aria di sopravvivenza signorile nel nostro secolo meccanico e democratico; e m'aggiro per le sue vie secondarie fermandomi davanti ai portoni intagliati da artisti locali che mi fanno pensare ai cocchi e ai landò del tempo di mio nonno".

Salvatore di Giacomo

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Immagine di Salvatore Di Giacomo

Durante i soggiorni del poeta Salvatore di Giacomo a Cava tra il 1917 ed il 1923 all'Hotel Scapolatiello alla frazione Corpo di Cava:


"Abbiamo qui alla pensione due camere vicine e davanti ad esse è una terrazzina con un pergolato d'uva, carico di grappoli e di nostra assoluta proprietà temporanea. Ne facciamo la cura ogni giorno. L'acqua della Frestola che beviamo ha proprietà diuretiche straordinarie: altro che Fiuggi! Il sagrifizio di tanti poveri pollastri alimenta quasi ogni giorno i nostri pasti: il cuoco è un Vatel di prima forza e ci rimpinza di torte di crema e di marmellate. Si sta benissimo e non si paga molto. Mia moglie fa delle lunghe passeggiate nel bosco accompagnata dalle figlie dell'albergatore, io ne faccio di più brevi e filosofiche"

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