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S. Martino

Definito dallo storico Giuseppe Trezza, la "piramide tutta verde", il colle di San Martino delimita Cava verso Nocera: con la sua altezza di 377 metri, conserva i ruderi di un antico monastero dedicato al Santo, un monasterium in cacumine montis, risalente al IX secolo d.C. L’eremo, con la chiesetta  ed un pezzo di terreno, furono donati dai principi Longobardi all’Abbazia della SS. Trinità e viene menzionato anche nel Codex Diplomaticus Cavensis quale donazione al monaco Orso intorno al 1063.

Costruito in onore di Sant’Arcangelo e di San Martino, aveva intorno numerosi querceti e vigne, con macine e tini per la vendemmia ( vedi la presenza di cantine ancora presenti). Nell’eremo si vivevano i precetti benedettini dell’ ora et labora, in una pace ed un silenzio tipico dell’ordine religioso, diventando ospizio per i monaci della Santissima Trinità che si ammalavano e venivano lì ricoverati.

L’eremo fu tolto alla Badia nel 1862 e divenne Opera Pia Laicale (ex ECA). Dopo il cannoneggiamento del settembre del’43,ancora visibile, la chiesa fu inizialmente recuperata e successivamente del tutto abbandonata dopo il terremoto del 1980. All’interno troneggia, tra le puntellature, ancora la statua del Santo.


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