Torquato Tasso a Cava
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Non lunge in prezioso aureo contesto |
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La figura di Torquato Tasso è ben nota ai Cavesi. Già nell’ottava quartina del III Canto della Gerusalemme conquistata, egli celebra la Badia di Cava e il pontefice Urbano II, noto per il riscatto del Santo Sepolcro.
Il poeta, da ragazzo, fu condotto spesso a Cava da padre Bernardo, segretario del Principe di Salerno e visitò il monastero benedettino . Anzi fu talmente affascinato dall’ ora et labora dei padri che vi è spesso testimonianza di essa nei suoi scritti e nelle sue poesie. Anzi è stato scritto dallo storico sorrentino Bartolomeo Papasso che il “Tasso era affezionatissimo dell’Ordine benedettino. Egli godeva chiamarsi amorevolissimo figliuolo di quella religione e nella compagnia di costoro Torquato passava i giorni in lieti ed amorevoli colloqui. Tra le lettere del poeta è stata trovata la citazione" ..io son l’amico del padre don Angelo, che per suo amore ho fatto menzione particolare di papa Urbano II al Monastero de la Cava, ove egli vi tornò monaco."
Il Tasso da fanciullo ascoltava qui a Cava i racconti delle Crociate e delle gesta eroiche dei santi cavalieri diventati monaci nella suggestiva atmosfera della Badia. Furono proprio questi racconti, unitamente alle preoccupazioni per la sorte della sorella Cornelia, dopo l’incursione dei pirati sulla costa amalfitana, ed in generale il timore per il pericolo turco, che lo stimolarono a stendere la sua Gerusalemme Liberata.
Tratto dall’articolo di Carolina Damiani su Il Lavoro Tirreno,maggio 2007



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